I cineasti internazionali Sean Viljoen e Garth De Bruno Austin hanno deciso di girare alcune riprese nella savana del Sudafrica e nell’Outback australiano. Hanno attraversato due continenti con un’unica visione: cogliere l’essenza dei paesaggi e della gente di ciascun Paese. Garth racconta la sua prima esperienza di ripresa con la Blackmagic PYXIS 12K.
“Io e Sean Viljoen giriamo un sacco di documentari sulla natura e sugli animali selvatici, perciò per noi avere una camera compatta e veloce da configurare è molto importante. Le lenti che usiamo di solito vanno dagli obiettivi zoom Canon e Fujinon S.35 alle Cine Prime Zeiss CP.3 full frame, per cui avere una camera capace di filmare sia in full frame che in Super 35 rappresenta un grosso vantaggio. Sebbene la Blackmagic PYXIS 12K sia in grado di girare in 12K, nel nostro caso ci siamo trovati benissimo con l’8K, che abbiamo filmato in open gate 3:2 fino a 72 fps.
Dato che giriamo documentari naturalistici, è fondamentale azzeccare le riprese già in camera. Non vogliamo cambiare nulla in post. Quello che vediamo in Rec. 709 direttamente dalla camera è esattamente ciò che vogliamo vedere dal vivo. La gamma dinamica della Blackmagic PYXIS 12K è assolutamente sensazionale! La profondità di bit e la scienza del colore conferiscono una bellissima nitidezza alle immagini, ci sono davvero tanti dettagli nelle ombre ed è incredibile vedere il modo in cui la camera riproduce colori e particolari.
Giriamo spesso prima dell’alba, dunque le prestazioni con poca luce contano molto, e poi ci capita anche di puntare la camera direttamente al sole che tramonta! Avere una camera con una gamma del genere per questo tipo di riprese è un vero sogno. Posso dire che in condizioni di scarsa illuminazione la Blackmagic PYXIS 12K batte tutte le altre camere che ho usato in passato. Nei file Blackmagic RAW c’erano così tanti dettagli che io e Sean continuavamo a guardarci dicendo: ‘Cavolo, è incredibile’. Dovrebbe essere il soprannome di questa camera!”.